Avv. Alessandro Cavallaro | 081.195.73.405 | Via Nicola Nicolini 68 - 80141 Napoli

l'azione per l'accertamento della paternitàAllo status di figlio conseguono dei diritti a cui il genitore non può sottrarsi. Qualora ne sia privato, il figlio dal genitore che abbia negato il proprio riconoscimento avrà diritto ad esperire un’azione per ottenere l’accertamento, a seconda dei casi, della paternità o della maternità.

Ovviamente l’azione è più di frequente rivolta all’accertamento della paternità:  in questa circostanza  la legge prevede che per l’accertamento della  paternità vengano fornite come prove, oltre alle dichiarazioni della madre circa l’identità paterna, anche i risultati delle prove ematologiche o genetiche. Sono ritenute prove anche tutte le testimonianze, le lettere i diari etc. che ciascuna delle parti sarà in grado di offrire nel corso del giudizio. Anche al presunto padre è chiaramente riconosciuta l’opportunità di offrire ogni ulteriore elemento, ma in tal senso è chiaro che le prove oggettive risultanti da esami biologici avranno un ruolo fondamentale nell’affermazione o nel disconoscimento del rapporto di filiazione.

Per quanto attiene all’accertamento della maternità, i casi sono più rari e ricorrono in due ipotesi:  quando la madre abbia espressamente negato il riconoscimento dopo il parto presso la struttura sanitaria; oppure quando abbia partorito in un luogo diverso e abbia successivamente abbandonato il figlio.

Proprio per arginare il fenomeno degli abbandoni è riconosciuta, infatti, alla madre anche la facoltà di disconoscere il figlio appena partorito.  In tali casi il figlio verrà iscritto nel registro di stato civile come figlio di ignoti e anche il nome verrà contestualmente scelto dall’ufficiale ivi preposto. Diverso è il caso dei neonati abbandonati: per loro infatti non è avvenuta alcuna registrazione del parto e l’accertamento potrà conseguire solo alle indagini che saranno compiute per iniziativa della procura.

La competenza per le cause di accertamento giudiziale della paternità o della maternità spetta:

– al tribunale dei minorenni se il figlio è minorenne;

– al tribunale ordinario se il figlio è ormai maggiorenne.

Il diritto ad esercitare l’azione spetta (oltre che al figlio stesso, qualora abbia già la maggiore età), anche all’unico genitore che abbia riconosciuto il figlio o al tutore, qualora nessuno dei due lo abbia riconosciuto. Nel caso in cui il figlio abbia già compiuto sedici anni, occorrerà sempre in ogni caso il suo preventivo consenso.

Share.

About Author

Via Nicola Nicolini 68 - 80141 Napoli

Leave A Reply

Resta aggiornato

Resta aggiornato

Iscriviti alla newsletter gratuita per essere costantemente aggiornato sulle nuove pubblicazioni e su tutte le nostre iniziative

Iscrizione effettuata con successo